(Video tratto di YouTube)
Nel video proposto, il grande attore di varietà, rivista e
avanspettacolo Ettore Petrolini (1884-1936), veste i panni di Nerone – uno dei
suoi personaggi più riusciti – mentre arringa la folla dopo l’incendio di Roma.
Come un naufrago, inserirò in una bottiglia, ovvero questo Blog, i miei messaggi
che affiderò al vasto mare del WEB, affinchè qualche navigatore li possa
scorgere tra i flutti, così da leggerne il contenuto e scoprire la mia passione
letteraria.
(Video tratto di YouTube)
Nel video proposto, il grande attore di varietà, rivista e
avanspettacolo Ettore Petrolini (1884-1936), veste i panni di Nerone – uno dei
suoi personaggi più riusciti – mentre arringa la folla dopo l’incendio di Roma.
«Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi.
E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E
infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere,
ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle
anatre. Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è
un uomo.»
Leonardo Sciascia – Il giorno
della civetta (Torino, Einaudi 1961)
Per quei pochi che lo ignorano, la moviola è un apparecchio elettromeccanico per il montaggio dei film.
La macchina consente di far
scorrere i vari fotogrammi della pellicola cinematografica a velocità
modificata rispetto all’originale e permette di osservare a video anche un
singolo fotogramma.
![]() |
| Una moviola (immagine tratta da Internet) |
Oggi, con le riprese digitali, è
un sistema ormai desueto, ma siccome mi piacciono i marchingegni vetusti, la
userò come metafora in questo post.
24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù.
25Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!».“E lo condussero al luogo detto Golgota, che tradotto significa luogo del teschio.
E gli offersero del vino mirrato, ma egli non ne prese.
Poi lo crocifissero.
Era l’ora terza quando lo crocifissero.
Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno!».
Con lui crocifissero due ladroni, uno alla destra e l’altro alla
sinistra. Così si adempiva la profezia che dice: «È stato annoverato tra i
malfattori».”
Si tratta del castello federiciano di Roseto Capo Spulico.
Lo scorso sabato 19 marzo sono stato a La Spezia, all’Open Day, organizzato dalla Fondazione FS, presso il Deposito Officine Rotabili Storici di La Spezia-Migliarina, in compagnia di mio cugino, anch’egli grande appassionato – come me – di ferrovie, sia reali, sia in miniatura.
In questa officina, oltre a
recuperare rotabili del passato, provvedono a dotare le locomotive storiche
restaurate degli apparati di sicurezza, per consentirne l’uso sulla rete nazionale.
Il Covid-19 ha inciso profondamente le nostre esistenze.
Non si può negare che il mondo
non sia cambiato, a causa della pandemia e delle restrizioni al nostro vivere, che essa ha provocato.
Dopo due anni di distanziamento
forzato, l’uomo, “animale” sociale, sente il bisogno di riannodare i rapporti
interpersonali, di abbracciare, stringere le mani, di ritrovare quel contatto
che genera il “calore umano”.
Chi, più dei poeti, riesce ad
esprimere questa necessità?
Anna Martinenghi, che modella i versi con abilità e naturalezza, non si sottrae a questo bisogno.
“I quattro cavalieri dell’Apocalisse”, 1887, Viktor Vasnetsov
Fonte: Wikipedia
Essi rappresenterebbero: pestilenza, guerra, carestia e
morte.
Qualcuno potrà anche definire puerile l’incipit di questo mio intervento che, come un alunno di scuola secondaria di primo grado – “volgarmente” detta scuola media – ricopia la definizione di un termine direttamente dal vocabolario.
Nella fattispecie riporto la definizione di “dietrologia”
tratta dal vocabolario on-line della Treccani: ”dietrologìa s. f.
[comp. di dietro e -logia]. – Nel linguaggio politico e
giornalistico indica, con intonazione polemica, la tendenza, propria dei
cosiddetti dietrologi, ad
assegnare ai fatti della vita pubblica cause diverse da quelle dichiarate o
apparenti, ipotizzando spesso motivazioni segrete, con la pretesa di conoscere
ciò che effettivamente «sta dietro» a ogni singolo evento“.
Parrebbe insomma un sostantivo non proprio positivo.