Il tango è un ballo popolare di origine argentina caratterizzato da eleganza e sensualità.
Come un naufrago, inserirò in una bottiglia, ovvero questo Blog, i miei messaggi
che affiderò al vasto mare del WEB, affinchè qualche navigatore li possa
scorgere tra i flutti, così da leggerne il contenuto e scoprire la mia passione
letteraria.
Il tango è un ballo popolare di origine argentina caratterizzato da eleganza e sensualità.
“Caleidoscopio vuole essere un viaggio attraverso le parole, le immagini, le poesie, le frasi scritte di getto e i momenti di riflessione. Un percorso attraverso un mondo in continuo mutamento, sempre diverso e mai statico; una realtà fatta di colori, una ventata di emozioni, un messaggio di speranza per chiunque abbia timore di vivere in un mondo in bianco e nero”.
Con questa introduzione
l’Autrice, G. Chalune – pseudonimo di Giulia Vismara – ci accoglie nella sua
opera, che proprio come un caleidoscopio, si articola in brani, poesie, riflessioni
e citazioni.
Ringrazio Gianni Maritati, giornalista della redazione cultura del TG1 RAI, per la recensione al mio romanzo intitolato "La Balilla rossa - Indagine di provincia".
Buona visione.
Segnalo questo bel romanzo giallo nel quale la vicenda criminosa si interseca e viene condizionata dal particolarissimo momento storico nel quale è ambientata.
Tre delitti sconvolgono Varese.
Le vittime sono persone normali,
irreprensibili, niente che li accomuna, eccetto la loro propensione ad aiutare il
prossimo. Eppure sono uccise con una certa enfasi.
Un romanzo noir come un diario dove, successivamente alle indicazioni del giorno, della data e della località, si susseguono i singoli episodi, nello svolgimento circoscritto dai limiti di tempo e luogo, ma che fanno parte integrante del complesso del racconto e che vedono coinvolti i personaggi legati a Brisa, la protagonista.
Ci tenevo che la prima presentazione del mio romanzo, di genere poliziesco, ambientato nella Bassa bergamasca, fosse a Verdello, il paese in provincia di Bergamo dove vivo da circa vent'anni.
Ho scelto il bar "Al Sole Bistrot" dove di consuetudine prendo il caffè, anche per la simpatia dei gestori Mauro e Beppe e per la cortesia delle ragazze che vi lavorano: le due Claudia, Sofia, Martina e le altre che conosco di meno, ma che sono ugualmente carine e simpatiche.
Farò questa presentazione martedì 8 novembre, con inizio alle ore 18:00.
Con me ci sarà l'amico Gabriele Sola, nella sua veste ufficiale di giornalista, pronto a rivolgermi domande puntuali sul romanzo e, immagino, non solo su quello.
Sarà presente anche un altro mio amico, autore dei disegni che compongono il booktrailer del romanzo e che sono inseriti nel corpo del libro, il quale cela la sua identità con il nome d'arte: Lavigiolo.
Ci accompagnerà alla chitarra Simone Pavia, autore del tema musicale del booktrailer e che mi ha dato una mano nel produrlo.
Dopo la presentazione ci sarà l'aperitivo per scambiarci quattro chiacchiere in serenità.
Vi aspetto!
Ecco la copertina del mio romanzo:
Il
ventiquattro luglio del millenovecentoquarantatrè, nei pressi di un anonimo paese
nella placida provincia bergamasca, alla vigilia di avvenimenti destinati ad
incidere profondamente la nazione, viene ritrovato un cadavere “eccellente”. Si
tratta di un noto esponente locale del partito fascista. É stato assassinato.
I carabinieri, inspiegabilmente,
non vogliono indagare sull’omicidio.
L’indagine passa alla polizia e
casualmente affidata ad un giovane commissario: Rosario La Mantìa, siciliano di
Noto, da poco assegnato al commissariato di Treviglio.
Una dozzina di giorni prima, la
sua natia Sicilia era stata invasa dagli Alleati. Rosario, da allora, non ha
più notizie della sua famiglia. Ignorare la sorte dei propri familiari, causa al
giovane una notevole angoscia. Egli si sente impotente, avrebbe voluto provare
a raggiungere la Sicilia, ma gli è stato negato il permesso. Come funzionario
di polizia, è suo dovere anteporre le ragioni del servizio ai sentimenti.
La Mantìa viene affiancato nelle
indagini da un maturo sottufficiale del posto, pertanto a conoscenza delle
situazioni e dei protagonisti della vicenda. Col graduato, La Mantìa instaura
un buon rapporto di collaborazione, oltre che umano, al di là delle gerarchie, tanto
che il sottufficiale non esita ad esporre le sue opinioni, anche quando queste
sono in contrasto con i convincimenti di La Mantìa.
La Mantìa sembra godere
dell’appoggio del suo dirigente, il quale lo esorta sempre a cercare la realtà
dei fatti e a non farsi condizionare da pressioni che tendono a deviare l’inchiesta.
Il commissario sospetta un
contadino del luogo, tale Angelo Brolis; colui che, peraltro, aveva ritrovato
il cadavere eccellente. L’agricoltore nutriva risentimento nei confronti della
vittima e non lo nascondeva. Le pregresse avventure galanti dell’assassinato
suggeriscono però anche l’ipotesi del delitto passionale, mentre la vedova, lascia
balenare certi misteriosi contatti del marito con ambienti antifascisti.
Vendetta, omicidio passionale o
delitto politico?
Il commissario La Mantìa indaga
su queste tre ipotesi, mentre gli eventi bellici e istituzionali precipitano.
Si cerca una pistola che potrebbe
essere l’arma del delitto. Essa viene ritrovata, con facilità, nella proprietà
di Angelo Brolis che diventa così il principale sospettato, mentre non si
trovano riscontri oggettivi al movente politico. Vengono ritrovati anche altri
due cadaveri: il proprietario del campo confinante con il terreno di Brolis e
sua figlia, forse l’amante della vittima.
È fatta: La Mantìa arresta
Brolis. Lui e il suo vicino di campo sono gli autori degli omicidi. Successivamente
Brolis avrebbe ucciso anche il complice. La richiesta di convalida dell’arresto
è pronta per essere firmata.
Un commissario anziano, collega
di La Mantìa, lo induce però ad aprire gli occhi, perché “Non sempre quelli che ci stimano, ci amano.
A volte coloro che ci disprezzano, non vogliono il nostro male.” Quindi,
spesso la verità non è quella che vogliono farci credere.
Rosario La Mantìa seguirà il
consiglio del suo collega e cercando alcuni documenti spariti, riuscirà a
capire chi è il vero responsabile dei delitti.
Una nuova sfida letteraria.
"La Balilla rossa - Indagine di provincia" è un romanzo di genere poliziesco, ambientato nella Bassa provincia bergamasca, alla vigilia di avvenimenti destinati ad incidere profondamente la Nazione, nel corso della II Guerra Mondiale.
Ecco il booktrailer:
A Bergamo, lungo la via Borgo Palazzo, un’arteria che dalla città conduce verso sud-est, verso Seriate, prima della zona Celadina e del cosiddetto “Portone del Diavolo”, c’è un cippo con una lapide che recita: “Monticelli Francesco fu Pietro qui assassinato il 7-2-1869 d’anni 43. I figli”.
La lapide ricorda un omicidio avvenuto durante il periodo di
carnevale di circa centocinquanta anni fa. Delitto risolto con l’arresto dei
quattro colpevoli ad opera delle Guardie di Pubblica Sicurezza, aiutate dai
Reali Carabinieri.
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| La lapide citata nel romanzo |