Benvenuti!

Come un naufrago, inserirò in una bottiglia, ovvero questo Blog, i miei messaggi
che affiderò al vasto mare del WEB, affinchè qualche navigatore li possa
scorgere tra i flutti, così da leggerne il contenuto e scoprire la mia passione
letteraria.

martedì 4 dicembre 2012

"La pancia del potere" di Gabriele Sola

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Quale parte del corpo può ben rappresentare il potere?


Secondo Gabriele Sola è la pancia. Infatti ha intitolato “La pancia del potere” la sua prima opera teatrale. L’Autore ha avuto modo di conoscere bene questo potere addominale, sedendosi per due anni nei banchi del Consiglio Regionale lombardo, tra le fila dell’Italia dei Valori, in opposizione al governo Formigoni.

domenica 5 febbraio 2012

"Foto sensibile - parole in bianco su nero" di Anna Martinenghi

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Seguo da un po’ di tempo Anna Martinenghi, pur non essendo un “esperto” di poesia. Anna ha avuto il merito di farmi accostare alla poesia in maniera più disinvolta, grazie al suo efficace giocare con le parole, all’uso direi “spregiudicato” degli apostrofi e alla sottile ironia (e autoironia) che traspare nelle sue composizioni.

giovedì 12 maggio 2011

Essere protagonisti


È venuto il tempo di smettere le vesti del semplice spettatore, per indossare l’assai più scomoda tenuta dell’attore.
Attore nel senso figurato del termine, ovvero interprete di qualcosa; nella fattispecie di una scelta fondamentale per il nostro avvenire.

domenica 8 maggio 2011

"La strada alla fine del mondo" di Erin McKittrick


Erin e Hig sono sposati, sono accomunati dall’interesse per la scienza (la biologia per lei, la geologia per lui) e dall’amore per la natura, specie quella selvaggia dell’Alaska, dove Hig è nato. I due coniugi vivono a Seattle, nello stato di Washington (Stati Uniti), nella cui università si sono conosciuti.

lunedì 11 aprile 2011

"Uomini e orsi" di Bernd Brunner

Prima che le esplorazioni permettessero di scoprire i primati, un animale suscitava la fantasia degli uomini di un tempo molto lontano, vedendolo ergersi in piedi sulle zampe posteriori e camminare in posizione eretta, osservando la sua testa con gli occhi ravvicinati e disposti su un piano quasi frontale, constatando il suo regime alimentare onnivoro.

Questo animale era l’orso.

venerdì 1 aprile 2011

"Il bambino che sognava i cavalli" di Pino Nazio


Esiste un limite che non si deve superare?
Sì, c’è un limite a tutto.
Esiste un limite anche al male?
Sì, ma qualcuno ha superato quel limite.

martedì 29 marzo 2011

"Strana marina" di Gianni Manca


Con piacere pubblico questi versi dell'amico Gianni Manca, che evocano il mare, il tramonto e il tempo che scorre.

giovedì 17 marzo 2011

Centocinquanta


All’inizio del mese di marzo, passeggiavo nel centro storico di Barletta con il mio carissimo amico Mariano, aspettando l’ora per andare a cena in un tipico ristorante del posto.
Come novelli Peripatetici (Aristotele perdoni l’indebito accostamento), disquisivamo, tra il Castello Svevo e la statua bronzea di Eraclio, su argomenti di vario genere. Tra questi, Mariano mi ha raccontato dei suoi impegni in giro per la Puglia in vista delle manifestazioni per il centocinquantenario dell’unità d’Italia, per il proprio incarico in seno all’Amministrazione militare a cui appartiene.

lunedì 28 febbraio 2011

"L'uomo dei piccioni" di Salvatore Scalisi


«… siamo la parte malata della società, un valido motivo per far sentire la parte buona, la stragrande maggioranza, come dei privilegiati. Non ti sembra?».

Questa affermazione è un po’ la chiave di volta del romanzo di Salvatore Scalisi, un racconto molto delicato su un mondo invisibile, o quanto meno che noi, la parte appunto privilegiata della società, vorrebbe non esistesse, ma la cui presenza, a volte fastidiosa, spesso indifferente, ci permette di sollevarci da ogni minima nostra “miseria” umana, confrontandoci in maniera “vincente” con chi è relegato, sovente per scelta, sporadicamente per un caso fortuito, agli estremi margini dell’umanità.

giovedì 24 febbraio 2011

Il Suono Sacro di Arjian - L'Armonia secondo Daniela Lojarro

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Confesso di rimanere sempre perplesso di fronte a tomi di narrativa con numerose pagine; mi pervade l’afflizione di intraprendere una lettura lenta e faticosa di un testo prolisso e ridondante che alla fine, sfiancandomi, mi induca ad abbandonare il libro.

È stata la prima impressione prendendo tra le mani “Il Suono Sacro di Arjiam”, composto da ben 698 pagine.

Temevo anche, essendo l’Autrice una donna, di imbattermi in una forma letteraria prodiga di descrizioni dei personaggi, dei sentimenti e dei luoghi, che entrasse in conflitto (non mi giudicate un misogino, è solo un confronto di stilemi) col mio ideale letterario, conciso ed essenziale, tipico maschile.

Sono invece lieto di essere stato smentito su tutto il fronte e di aver letto davvero un bel romanzo, che giudicherei, e non a caso, con un solo aggettivo: armonioso.